Se sei una piccola o media impresa (o un lavoratore autonomo) e stai valutando investimenti per cloud e sicurezza informatica, questa misura può ridurre sensibilmente il costo del progetto. In questa guida trovi i punti essenziali, una checklist operativa e gli errori più comuni da evitare.
Cos’è la misura e a chi si rivolge
Il Voucher per servizi di cloud computing e cybersecurity è un contributo a fondo perduto pensato per sostenere la domanda di servizi e soluzioni digitali (cloud e sicurezza informatica) da parte di PMI e lavoratori autonomi su territorio nazionale.
Per accedere, il requisito tecnico chiave è avere un contratto di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps al momento della domanda.
Quanto vale il voucher cloud computing e cybersecurity PMI: contributo e limiti
Il contributo è riconosciuto come fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, con un massimale di 20.000 €.
C’è anche una soglia minima: il piano di spesa non deve essere inferiore a 4.000 €.
Le agevolazioni sono concesse nel regime de minimis.
Cosa finanzia: le 5 categorie di spesa (con esempi “da PMI”)
La misura ammette spese per l’acquisizione di servizi e soluzioni cloud e cybersecurity in cinque macro‑categorie.
1) Hardware per cybersecurity
Sono inclusi, ad esempio, firewall, firewall di nuova generazione (NGFW), router/switch sicuri, sistemi di prevenzione delle intrusioni (IPS).
Esempi tipici per PMI (orientativi): upgrade firewall per sedi/filiali, apparati di rete più sicuri, protezione per accessi remoti.
2) Software per cybersecurity
Rientrano antivirus/antimalware, software di monitoraggio rete, crittografia, sistemi SIEM e strumenti di gestione vulnerabilità.
Esempi tipici per PMI (orientativi): suite di sicurezza endpoint, monitoraggio centralizzato, gestione patch/vulnerabilità.
3) Cloud infrastrutturale (IaaS) e di piattaforma (PaaS)
Sono ammissibili servizi come virtual machine, storage & backup, network & security (incluse VPN e servizi DDoS), database.
Esempi tipici per PMI (orientativi): backup in cloud, server virtuali per gestionali, database gestiti, VPN aziendale.
4) Cloud SaaS (software “a servizio”)
Ammissibili SaaS come software di contabilità, HRM, ERP/workflow (incluse soluzioni con funzionalità di intelligenza artificiale), CMS ed e‑commerce, CRM (anche servizi di collaborazione e centralino virtuale UCC/PABX).
Esempi tipici per PMI (orientativi): passaggio a ERP/CRM in cloud, strumenti collaborativi, piattaforme e‑commerce/CMS più robuste.
5) Servizi accessori: configurazione, monitoraggio e supporto continuativo
Sono inclusi servizi professionali di configurazione, monitoraggio e supporto, con due vincoli importanti:
- sono ammissibili fino al 30% del piano di spesa complessivo;
- non sono inclusi i servizi di formazione.
Requisiti e vincoli da sapere prima di partire (per non rischiare l’esclusione)
Qui si gioca la partita “operativa”. I vincoli più rilevanti, esplicitati nelle fonti di riferimento, sono questi.
Servizi “nuovi” o di upgrade, non duplicati
Sono ammissibili unicamente servizi nuovi e aggiuntivi rispetto a quelli già nella disponibilità del richiedente e/o servizi che rappresentano un miglioramento delle soluzioni già in uso. Non sono ammissibili spese per servizi con prestazioni analoghe a quelli già utilizzati.
Fornitori: serve l’elenco ministeriale (e requisiti di qualificazione)
I servizi devono essere forniti da soggetti che risultano iscritti in un elenco tenuto dal Ministero; l’iscrizione abilita i fornitori e attribuisce ai servizi/prodotti la qualifica necessaria ai fini dell’ammissibilità. I fornitori si possono iscrivere fino al 27 Maggio 2026.
Durata del piano di spesa: attenzione a acquisto vs abbonamento
- Se l’intervento avviene solo tramite acquisto diretto, il piano può avere durata non superiore a 12 mesi dalla comunicazione di concessione.
- Se ci sono abbonamenti, devono avere durata non inferiore a 24 mesi; se l’abbonamento dura più di 24 mesi, le spese ammissibili sono limitate ai primi 24 mesi.
Allegati e “prova” dell’upgrade: l’offerta deve raccontare lo stato di partenza
Alla domanda deve essere allegata l’offerta (o le offerte) di acquisto dei servizi da cui emerga lo stato di partenza e l’upgrade garantito (oppure, in caso di nuovo servizio, che non era già nella disponibilità del richiedente).
Valutazione: ordine cronologico
Le istanze sono valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione (criterio “a sportello”).
Checklist pratica (PMI) per prepararsi bene
Di seguito una checklist operativa (consigliata) per arrivare pronti quando saranno definiti termini e modalità dello sportello imprese. Nota: alcuni punti sono richiesti esplicitamente (es. offerte con stato di partenza/upgrade), altri sono best practice per ridurre rischi e tempi.
- Verificare la connettività: contratto attivo con download ≥ 30 Mbps (requisito).
- Mappare lo “stato attuale”: quali servizi cloud/cyber sono già in uso e quali lacune ci sono (utile per dimostrare upgrade).
- Definire il perimetro del progetto: scegliere tra cloud (IaaS/PaaS/SaaS), sicurezza (hardware/software), servizi accessori (max 30%).
- Costruire un piano di spesa coerente: assicurarsi che la spesa sia ≥ 4.000 € e che gli accessori non superino il 30%.
- Selezionare fornitori “ammissibili”: verificare che il fornitore sia (o si iscriva) all’elenco ministeriale e che i servizi rientrino tra quelli agevolabili.
- Richiedere offerte “ben scritte”: pretendere che l’offerta espliciti chiaramente stato di partenza → upgrade (requisito documentale decisivo).
Tempistiche: cosa sappiamo oggi (e cosa fare nell’attesa)
Sportello imprese: date non ancora definite
I termini e le modalità di presentazione dell’istanza per imprese/autonomi sono demandati a un successivo provvedimento. In altre parole, la finestra di domanda non è ancora pubblicata nelle fonti disponibili.
Elenco fornitori: finestra già indicata
Per i fornitori, la presentazione dell’istanza di iscrizione all’elenco è prevista dalle ore 12:00 del 4 marzo 2026 alle ore 12:00 del 27 maggio 2026, con pubblicazione dell’elenco entro 60 giorni dal termine finale.
Cosa significa per una PMI (in pratica): se stai già pianificando investimenti, ha senso muoversi subito su perimetro del progetto + preventivi, ma controllando che il tuo fornitore sia (o diventi) “in elenco”, perché senza questo requisito la spesa rischia di non essere ammissibile.
Errori comuni da evitare (e come prevenirli)
- Partire senza requisito 30 Mbps → verificare prima il contratto di connettività.
- Budget sotto 4.000 € → riprogettare il piano o accorpare interventi.
- Scegliere un fornitore non in elenco → chiedere evidenza del percorso di iscrizione/ammissibilità.
- Comprare “la stessa cosa” che già usi → l’ammissibilità richiede nuovo servizio o upgrade, non duplicazione.
- Offerta poco chiara → nell’offerta deve emergere stato di partenza e upgrade (o novità del servizio).
- Sforare sugli accessori → configurazione/monitoraggio/supporto max 30% e formazione esclusa.
Perché conviene alle PMI (anche se “sei già in cloud”)
Per molte PMI il tema non è “fare cloud” o “fare sicurezza”, ma farli meglio: più continuità operativa, meno rischi, maggiore velocità nell’adozione di strumenti digitali (gestionali, CRM, e‑commerce) e protezione del dato aziendale. La misura nasce proprio per favorire l’adozione di soluzioni più avanzate e sicure rispetto a quelle in uso.
Come può supportarti W.Training (approccio integrato)
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In concreto, possiamo aiutarti a:
- valutare l’ammissibilità del progetto (requisiti e vincoli);
- impostare un piano di spesa coerente con la misura e con i tuoi obiettivi;
- coordinare la parte operativa (raccolta documentale, offerte, coerenza “stato di partenza → upgrade”).
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