Tasso agevolato dello 0,319%, copertura del 100% dei costi di progetto e una quota a fondo perduto che parte dal 10% e arriva al 30% per alcune categorie di imprese. Sono le condizioni del Fondo 394/81 gestito da SIMEST per il 2026, la misura nazionale che finanzia gli investimenti in transizione digitale ed ecologica delle imprese italiane. La presentazione è a sportello: niente click day, le domande si inviano fino a esaurimento delle risorse. Proprio per questo, chi ha un piano di investimenti in cantiere ha interesse a presentarlo prima possibile.
Cos’è il fondo 394/81 SIMEST
È uno strumento di finanza agevolata gestito da SIMEST, la società del Gruppo CDP che sostiene la competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali. L’edizione 2026 finanzia progetti di innovazione digitale, transizione ecologica e rafforzamento patrimoniale, con una particolarità che lo distingue da molti bandi: gran parte delle spese può essere sostenuta anche in Italia.
L’agevolazione ha due componenti, entrambe in regime de minimis (il tetto agli aiuti di Stato che ogni impresa può ricevere nel triennio):
- una quota a fondo perduto, che non va restituita
- un finanziamento agevolato per la parte restante, al 10% del tasso di riferimento vigente (oggi 0,319%), con durata di 6 anni, estendibile a 8 per alcune categorie
A chi si rivolge
Possono presentare domanda le imprese di qualsiasi dimensione che soddisfano tre condizioni di base:
- almeno due bilanci depositati relativi a esercizi completi
- solidità finanziaria: l’impresa non deve rientrare nelle classi di scoring SIMEST 10, 11 e 12 né trovarsi in difficoltà ai sensi del Regolamento UE 651/2014
- non operare nei settori esclusi: bancario, finanziario e assicurativo, agricoltura, silvicoltura e pesca, lavorazione carni (classi 10.11 e 10.12)
Il requisito export
Serve un fatturato export pari ad almeno il 10% dell’ultimo bilancio. In alternativa basta il 3%, se almeno il 10% del fatturato totale è realizzato verso clienti a loro volta esportatori. Per le imprese energivore o in percorso di efficientamento energetico la soglia scende al 3% senza condizioni aggiuntive.
Le corsie preferenziali
La misura riserva condizioni migliorative a tre categorie: imprese energivore o con percorsi di efficientamento certificati (ISO 50001, diagnosi energetica UNI CEI EN 16247), imprese colpite dalla crisi del Golfo Persico (con aumento dei costi energetici o calo del fatturato di almeno il 10%) e imprese con interessi negli USA. Per le prime due categorie le domande con condizioni potenziate vanno presentate entro il 31 dicembre 2026.
Quali investimenti finanzia
Le spese ammissibili coprono un perimetro ampio. Per la transizione digitale: integrazione digitale dei processi, attrezzature tecnologiche e software, consulenze specialistiche come il digital manager, disaster recovery, e investimenti e formazione su tecnologie 4.0 (cyber security, big data, cloud, IoT, robotica avanzata, realtà aumentata). Per la transizione ecologica: efficientamento energetico e idrico, mitigazione degli impatti climatici, certificazioni ambientali e diagnosi energetica.
Un’impresa standard deve destinare almeno il 50% del progetto a investimenti digitali o ecologici; la parte restante può andare a ulteriori investimenti, incluse immobilizzazioni materiali e immateriali in Italia. Per energivore e imprese colpite dalla crisi del Golfo la quota minima digitale/ecologica scende al 10%, per chi ha interessi USA al 20%: in questi casi fino al 90% (o 80%) del progetto può rafforzare il patrimonio aziendale.
Attenzione alle tempistiche: le spese vanno sostenute, fatturate e pagate solo dopo la ricezione del CUP (il codice unico di progetto assegnato alla domanda) ed entro 24 mesi dalla stipula, prorogabili di 6.
Importi e condizioni: cosa ottiene l’impresa
Il progetto parte da un minimo di 10.000 euro. Il massimo è il minore tra il 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci e il massimale dimensionale: 500.000 euro per le micro imprese, 2,5 milioni per PMI e startup innovative, 5 milioni per le altre.
La quota a fondo perduto vale il 10% per le imprese standard (fino a 100.000 euro), il 20% per le energivore (fino a 200.000 euro) e arriva al 30% per le PMI colpite dalla crisi del Golfo, sempre con tetto a 200.000 euro. L’erogazione avviene in massimo tre tranche, con un anticipo iniziale del 25%, che sale al 50% per le categorie preferenziali. Le garanzie richieste variano dal 10% al 40% della quota capitale in base allo scoring, con esenzione totale per le classi 1 e 2, le startup e PMI innovative e le energivore che presentano domanda entro fine 2026.
Perché è strategico adesso
Se guidi l’impresa
Il fondo trasforma investimenti già in programma (un gestionale nuovo, una linea più efficiente, la certificazione ambientale richiesta da un cliente estero) in progetti finanziati a costo quasi nullo, liberando cassa per la crescita. E la formazione 4.0 del personale rientra tra le spese ammissibili: tecnologia e competenze si finanziano nello stesso progetto.
Se ti occupi di finanza e amministrazione
Un finanziamento a 6-8 anni allo 0,319% non ha equivalenti sul mercato del credito. La struttura in tranche con anticipo fino al 50% sostiene il cash flow durante la realizzazione, e la componente a fondo perduto migliora direttamente il conto economico del progetto.
In entrambi i casi vale la stessa logica: lo sportello resta aperto fino a esaurimento risorse e le condizioni potenziate per energivore e imprese colpite dalla crisi del Golfo scadono il 31 dicembre 2026.
Il supporto di W.Training
W.Training segue l’intero processo di accesso al beneficio: verifica preliminare di ammissibilità (requisito export, scoring, settori), costruzione del piano di investimenti coerente con le quote richieste, predisposizione della domanda, gestione delle erogazioni e rendicontazione finale. In parallelo, progettiamo i percorsi di sviluppo delle competenze che rendono produttivi gli investimenti tecnologici: la formazione 4.0 è una spesa ammissibile e va pianificata insieme al resto del progetto, non dopo. Con oltre 1.000 clienti attivi e più di 500 progetti gestiti ogni anno, integriamo finanza agevolata e formazione in un unico percorso.
Vuoi capire se la tua impresa rientra nei requisiti e quanto può ottenere? Richiedi una valutazione gratuita di fattibilità agli esperti di W.Training: analizziamo bilanci, requisito export e piano di investimenti e ti diciamo subito se e come conviene presentare domanda.
| Scadenza | Sportello aperto fino a esaurimento risorse (condizioni potenziate entro 31/12/2026) |
| Beneficiari | Imprese con 2 bilanci depositati e fatturato export dal 3-10% |
| Agevolazione | Copertura 100% del progetto: fondo perduto 10-30% + finanziamento allo 0,319% |
| Cosa finanzia | Transizione digitale, transizione ecologica, rafforzamento patrimoniale, formazione 4.0 |
| Accesso | Domanda a sportello sul portale SIMEST |

