Se stai valutando investimenti in nuovi macchinari, tecnologie digitali o impianti per l’energia rinnovabile, il 2026 è il momento giusto per agire. La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una delle misure più significative degli ultimi anni per le imprese italiane: l’iperammortamento 2026, una maxi deduzione che ti permette di abbattere sensibilmente il costo fiscale degli investimenti in beni strumentali avanzati.
In questo articolo ti guidiamo passo dopo passo: dalla normativa agli scaglioni di maggiorazione, dai beni ammissibili agli adempimenti obbligatori, fino alle strategie concrete per sfruttare al meglio questa opportunità.
Le ultime novità
A partire dalle ore 12.00 di venerdì 12 giugno 2026, è operativa la piattaforma per la prenotazione delle agevolazioni.
Sono previste 5 comunicazioni
La prima comunicazione (ex ante) va riferita a uno o più beni riferiti a un’unica struttura produttiva.
A questa prima comunicazione deve seguire una comunicazione di conferma, entro 60 giorni, con gli estremi dell’acconto del 20% versato sulla totalità dei beni indicati nella comunicazione ex ante.
La comunicazione di completamento da inviare appunto al completamento degli investimenti e comunque non oltre il 15 novembre 2028.
Al fine di garantire il monitoraggio, a partire dalla prima comunicazione preventiva, e fino al termine di fruizione dell’agevolazione, ciascuna impresa è tenuta a trasmettere:
- entro il 20 gennaio di ciascun anno, una comunicazione periodica contenente le informazioni relative agli investimenti effettuati, al costo sostenuto e alla previsione di utilizzo del beneficio;
- entro il successivo 30 giugno, una comunicazione integrativa della precedente recante il relativo piano di ammortamento, con indicazione delle quote relative all’incentivo imputate in ciascun esercizio.
Individuazione delle soglie di investimento
I limiti per l’individuazione delle soglie si computano annualmente e l’anno di riferimento sarà calcolato con lo stesso criterio, cioè quello dell’effettuazione dell’investimento e non dell’interconnessione.
I sistemi di stoccaggio dell’energia
L’acquisto dei BES (sistemi di accumulo per lo stoccaggio dell’energia prodotta) sarà vincolato all’acquisto di nuovi sistemi FER (Fonti di Energia Rinnovabili).
Effettuazione dell’investimento
Il criterio per considerare l’effettuazione dell’investimento è il suo “completamento” ai sensi dell’articolo 109 del TUIR, cioè la data di traslazione della proprietà del bene che corrisponde di fatto alla data di consegna o collaudo. Il che significa che l’incentivo potrà accogliere anche gli investimenti i cui ordini sono stati effettuati prima del 2026.
Obbligo di certificazione e perizie
Conferma dell’obbligo di certificazione contabile e perizie tecniche asseverate per tutti gli investimenti in beni strumentali, non è quindi prevista alcuna eccezione con Autodichiarazione per gli investimenti di limitata entità.
Che cos’è l’Iperammortamento 2026 e perché riguarda la tua impresa
L’iperammortamento non è un bonus a fondo perduto né un credito d’imposta diretto. È qualcosa di più stabile e pianificabile: una maggiorazione figurativa del costo di acquisto dei beni strumentali, che si traduce in quote di ammortamento fiscalmente più elevate e, quindi, in una base imponibile ridotta per IRES e IRPEF.
In altre parole: acquisti un macchinario da 1 milione di euro, ma ai fini fiscali lo ammortizzi come se ne valesse 2,8 milioni. Il risparmio fiscale è reale, misurabile e — soprattutto — certo, perché l’accesso è automatico: nessun bando, nessuna graduatoria, nessun click-day.
La misura è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale (n. 301 del 30 dicembre 2025) ed è in vigore per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Hai quindi un orizzonte triennale per programmare con serenità la tua strategia di investimento.
Chi può accedere alle agevolazioni fiscali
La platea dei beneficiari è ampia. Possono accedere tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente dalle dimensioni: PMI e grandi aziende. L’investimento deve riguardare beni nuovi, acquisiti tramite acquisto diretto o leasing finanziario, destinati a unità produttive localizzate sul territorio nazionale.
Per accedere, l’impresa deve rispettare due requisiti fondamentali:
- Regolarità contributiva: DURC in corso di validità
- Rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro
Sono invece esclusi i lavoratori autonomi, i contribuenti in regime forfetario, le imprese agricole che determinano il reddito su base catastale, nonché le aziende in stato di liquidazione, procedure concorsuali o destinatarie di sanzioni interdittive.
Se la tua impresa è attiva, in regola con fisco e contributi, e stai pianificando investimenti tecnologici, sei nel target giusto.
Le Aliquote di Maggiorazione: quanto puoi dedurre
Il cuore dell’iperammortamento 2026 è il sistema di tre scaglioni progressivi di maggiorazione del costo di acquisizione:
| Fascia di investimento | Maggiorazione |
|---|---|
| Fino a €2,5 milioni | 180% |
| Da €2,5M a €10 milioni | 100% |
| Da €10M a €20 milioni | 50% |
La fascia più vantaggiosa — quella al 180% — è quella pensata proprio per le PMI e per investimenti mirati e strategici. Significa che per ogni euro investito fino a 2,5 milioni, il valore fiscalmente riconosciuto è 2,8 volte superiore.
Un esempio pratico: un’impresa che acquista una linea di produzione automatizzata da €200.000 potrà dedurre fiscalmente un valore aggiuntivo di €360.000 (€200.000×180%), con un risparmio fiscale aggiuntivo reale che, applicando un’aliquota IRES del 24%, si traduce in circa € 86.400 di minori imposte.
Valore deducibile = 200.000 x (1+1,8) = 560.000€
Maggiorazione = 560.000 – 200.000 = 360.000€
Il risparmio calcolato con un’aliquota IRES del 24% è il seguente:
Risparmio IRES = 360.000 x 24% = 86.400€
Il risparmio andrà distribuito negli anni di ammortamento del bene.
Quali investimenti sono ammissibili
L’iperammortamento 2026 copre due grandi categorie di beni. Conoscerle nel dettaglio è fondamentale per capire se e come applicarle alla tua realtà aziendale.
Beni Materiali Tecnologicamente Avanzati (Allegato IV)
Il requisito chiave per questa categoria è l’interconnessione del bene al sistema aziendale di gestione o alla rete di fornitura. Non basta avere un macchinario moderno: deve essere integrato e dialogare con il sistema informativo dell’impresa.
Le tipologie principali includono:
Beni controllati da sistemi computerizzati: macchine utensili, centri di lavoro, robot industriali, sistemi di movimentazione automatica, magazzini automatici, linee di assemblaggio e taglio laser, presse, confezionatrici.
Sistemi per qualità e sostenibilità: strumenti di misura e collaudo ad alta precisione, sistemi di tracciamento qualità, marcatori laser, filtri e sistemi di trattamento di acqua e aria, sistemi di monitoraggio dei consumi energetici.
Dispositivi di interazione uomo-macchina: postazioni ergonomiche automatizzate, totem interattivi, camerini digitali, sistemi di self-checkout e vetrine interconnesse — una novità introdotta dall’aggiornamento normativo che apre a nuovi scenari anche nel retail e nella GDO.
Infrastrutture digitali per la produzione: sistemi HPC e edge computing per l’AI, reti industriali 5G privato e Wi-Fi 6/7, soluzioni di cybersecurity OT/IT, sistemi di machine vision, impianti HVAC dedicati ai processi produttivi.
Beni Immateriali 4.0 (Allegato V)
Anche il software di nuova generazione è agevolabile, a condizione che sia tecnologicamente avanzato e capace di integrarsi con altri sistemi aziendali (ERP, macchinari, impianti produttivi).
Le categorie principali:
- Progettazione e simulazione: software CAD, CAE e di modellazione digitale avanzata
- Gestione dei processi produttivi: sistemi MES (Manufacturing Execution Systems) e SCADA
- Logistica e magazzino: WMS per ottimizzazione dei flussi e tracciabilità
- Sicurezza informatica: soluzioni per la protezione di infrastrutture digitali e sistemi di produzione
- Intelligenza artificiale e machine learning: applicazioni per manutenzione predittiva, controllo qualità e ottimizzazione dei processi
Novità 2026: l’Allegato V include ora anche software di AI generativa e modelli LLM, agenti AI decisionali, strumenti per la carbon footprint e l’analisi LCA (rilevanti per gli obiettivi ESG), ambienti low-code/no-code, soluzioni di digital twin e blockchain. Un salto tecnologico significativo rispetto alle versioni precedenti della misura.
Autoproduzione di energia da fonti rinnovabili
La terza categoria ammissibile riguarda gli impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, compresi i sistemi di stoccaggio. Con riferimento al fotovoltaico, sono agevolabili gli impianti con moduli di alta qualità e produzione europea.
Come funziona il meccanismo dell’agevolazione
L’iperammortamento agisce esclusivamente sulla base imponibile delle imposte dirette (IRES e IRPEF). Non genera un credito d’imposta spendibile in F24, ma riduce il reddito imponibile su cui applicare l’aliquota fiscale.
Tre caratteristiche lo rendono particolarmente interessante dal punto di vista strategico:
Accesso automatico: non esistono graduatorie, bandi o click-day. L’agevolazione scatta al verificarsi dei requisiti previsti dalla norma. Puoi pianificare gli investimenti sapendo con certezza che il beneficio ci sarà.
Non soggetta a De Minimis: l’iperammortamento non rientra nel regime de minimis, il che significa che puoi cumulare importi significativi senza preoccuparti del tetto massimo di aiuti di Stato.
Cumulabilità con altre misure: l’agevolazione è compatibile con altri incentivi nazionali ed europei, a condizione di non finanziare le stesse quote di costo (divieto di doppio finanziamento). Questo apre la possibilità di combinare l’iperammortamento con fondi strutturali, contributi regionali o altri strumenti di finanza agevolata.
Adempimenti obbligatori: cosa devi preparare
Per fruire correttamente della misura, l’impresa deve predisporre una documentazione specifica. Non si tratta di burocrazia fine a se stessa: questi documenti costituiscono il presidio a tutela dell’agevolazione in caso di verifica fiscale.
Dichiarazione del legale rappresentante: attestazione dei requisiti dell’investimento e della sua conformità alla normativa, da sottoscrivere a cura del titolare o del rappresentante legale dell’impresa.
Perizia tecnica asseverata: obbligatoria per tutti gli investimenti. Deve attestare le caratteristiche tecniche del bene e, soprattutto, la sua interconnessione al sistema aziendale. Viene redatta da un perito qualificato e ha valore legale.
Certificazione contabile: rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti.
Relazione tecnica descrittiva: documento che illustra in dettaglio le caratteristiche del bene e le modalità di interconnessione al sistema gestionale o alla rete di fornitura.
Indicazione normativa in fattura: il documento fiscale di acquisto deve riportare il riferimento esplicito alla norma agevolativa. Questo vale anche per i documenti di trasporto e la documentazione che accompagna il bene.
La procedura di prenotazione
Si prevede una procedura articolata in cinque fasi, gestita tramite il GSE (Gestore dei Servizi Energetici):
- Prenotazione: comunicazione preventiva al GSE con i dettagli dell’investimento previsto
- Conferma: conferma della prenotazione con versamento di un acconto del 20%
- entro il 20 gennaio di ciascun anno, una comunicazione periodica contenente le informazioni relative agli investimenti effettuati
- entro il successivo 30 giugno, una comunicazione integrativa della precedente recante il relativo piano di ammortamento
- Completamento: comunicazione finale al GSE entro il 15 novembre 2028
Le attività operative coinvolgono sia risorse interne all’impresa sia un perito tecnico esterno per le verifiche di conformità e la perizia asseverata.
Perché agire adesso: il vantaggio competitivo di chi si muove prima
L’iperammortamento 2026 non è semplicemente un incentivo fiscale: è una leva strategica per ripensare il modo di produrre e competere. Le imprese che lo utilizzeranno in modo intelligente non si limiteranno a risparmiare sulle tasse, ma accelereranno la propria trasformazione digitale con un costo netto significativamente ridotto.
I profili aziendali che hanno più da guadagnare sono:
- Imprese manifatturiere dei settori meccanica, alimentare, tessile, chimico-farmaceutico che devono aggiornare i processi produttivi con tecnologie 4.0
- Aziende con macchinari obsoleti che hanno rimandato il rinnovamento tecnologico e ora trovano nell’iperammortamento l’occasione ideale per il salto generazionale
- PMI in crescita che possono sfruttare la fascia al 180% per investimenti fino a €2,5M con il massimo vantaggio fiscale
- Imprese già orientate all’automazione che vogliono accelerare il percorso di integrazione digitale
Con un orizzonte temporale che arriva fino a settembre 2028, hai tempo per pianificare. Ma il vantaggio competitivo va a chi comincia a progettare oggi.
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Cogliere un’opportunità come l’iperammortamento 2026 richiede molto più di una semplice lettura della norma. Serve una valutazione strategica degli investimenti prioritari, la verifica puntuale dei requisiti di ammissibilità, la corretta gestione della documentazione e — soprattutto — la capacità di integrare questa misura con le altre agevolazioni disponibili per massimizzare il ritorno complessivo.
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